Noir sul tango, vicende vere e verosimili legate al gotan, risali la corrente degli episodi
XV episodio - Volver
-Emiliano, che hai? - esordì con tono preoccupato la voce rauca di tabacco. I turni di notte gli avevano lasciato in eredità la capacità di individuare uno che stava male la primo sguardo.
-Sto male, sento freddo e non riesco a respirare bene- Emilano rispose con poca ma chiara voce - Non capisco che cosa mi stia accadendo.
-Secondo me è meglio che andare in ospedale- il fumo della sigaretta gli usciva dalla bocca mentre parlava.
- Dalbino, sono in moto e in queste condizioni sulla moto non ci salgo.
- Dai ti accompagno io, ho la macchina qui sotto.
L'Ispettore ed Emiliano scesero rapidamente le scale. Arrivarono davanti alla opel tigra gialla che si percepiva il respiro affannoso di Emiliano. ll click della chiusura centralizzata liberò le portiere dalla sicura. Carlo Dalbino partì sgommando.
-Come ti senti? - disse aspirando un'altra boccata di nicotina, il fumo si attorcigliava uscendo preferenzialmente dalla fessura aperta tra montante e finestrino.
-Sento freddo e respiro malissimo, puoi spegnere la sigaretta?- la voce era accompagnata da un fischio in corrispondenza di ogni respirazione
- Certo, scusa.- e lanciò la sigaretta attraverso il finestrino.
La piccola coupè, sfrecciava veloce, alla volta del pronto soccorso, si voltò verso Emiliano e lo vide gonfio in volto, e vide il suo capo reclinarsi in avanti, il respiro affannoso e debole, il rumore di un mantice.
Col gomito lo scosse:- Emiliano, Emiliano! non dormire, sveglia! stiamo arrivando! Porca troia! Dai Emiliano!-
- Ok, ok, non dormo, non dormo!- un filo di voce, gli occhi ripresero a fissare la strada.
Lo stridio delle gomme annunciò il raggiungimento della meta. Un infermiere appoggiato a muro, fumava tranquillamente: Ma che non lo vede il cartello? Qua possono stare solo le ambulanze!
- Muoviti! Questo mio amico ha bisogno di aiuto!- il tono dell'Ispettore non ammetteva repliche
L'infermiere si spostò guardando il volto gonfio di Emiliano attraverso i vetri bombati:- Dottoressa! Dottoressa!- urlò.
- Respira male, ha la febbre- disse Dalbino aprendo la portiera.
Alla porta comparve un donna magrissima, in camice bianco - Ehi, Rosario e che c'è bisogno di urlare.-
-Dottoressa questo non respira-
-Come ti chiami?
- Emiliano!
- Dove sei?
- Al pronto soccorso!
- Cosa ti senti- e poggiò due dita sulla gola fissando l'orologio al polso sotto la luce alogena del faretto piazzato sotto la tettoia.
- Respiro male, sento freddo ed ho prurito alle mani e ai piedi-
- E' una reazione allergica forte. Rosario accompagnalo nel secondo ambulatorio. Ora le diamo del bentelan in compresse le fa sciogliere sotto la lingua. E resta in osservazione.- fece con tono sbrigativo, osservando già un lista.
Un signore tarchiato dal collo taurino e dal colorito olivastro, malgrado il biancore imposto dai neon ne corridoio che si teneva il braccio si lamentava: Dottoressa, ma quannu tocca a mia, Ahi ahi ahi ahi!
- Deve aspettare ancora un poco dobbiamo fare un'altra radiografia
- 'n avutra? Ahi ahi ahi ahi- quasi piangendo
- Certo dalla prima non si vede nessuna frattura, e tenga il braccio verso l'altro-.
- Dottoressa, dottoressa- il tono stentoreo dell'infermiere fece immediatamente voltare la dottoressa- Dottoressa! presto, presto ha perso i sensi.
La dottoressa si fiondò nell'ambulatorio numero due chiudendo la porta alle sue spalle.
Yo adivino el parpadeo/ de las luces que a lo lejos/ van marcando mi retorno.
-Emiliano come si sente?- una voce che non riconosco, le luci alogene glaciali, è confuso e spoglio, tossisco, i polmoni sembrano squarciati.
- Sì meglio, meglio, ma, ma che mi è successo?-
- Dove si trova Emiliano?- e mi teneva il polso, - Ah, dottoressa, ma che cosa mi è successo?- ancora un colpo di tosse feroce.
- Bene Emiliano, tutto bene per fortuna, ha avuto uno shock anafilattico, Le abbiamo dovuto fare una iniezione di adrenalina. Anche il polso è regolare. ora faccio entrare i suoi amici-
Aprì la porta e comparve la sagoma smilza dell'Ispettore Dalbino, e dietro di lui Anna cogli occhi lucidi.
- Roncisvalle, ci fai preoccupare. come stai?
- Ora meglio. molto meglio. Sapeste come ero preoccupato io... -
- Ha avuto un pizzico di fortuna, ma senza quel cuore che si trova non staremmo qui a chiaccherare dello scampato pericolo. Comunque resterà qui ancora un paio d'ore. poi deciderà se vuole andare via.
-Ahi ahi, ahi comu mi doli comu mi doli! A mia cu ci pensa, a mia!!! Ahahaaa....