XXVIII – Pessima noche
Le luci blu intermittenti illuminavano le cabine, gli ombrelloni, le reti del beach volley, che già il chiarore del mattino prendeva il posto del buio della notte. I pipistrelli che aveva pascolato tra le canne e gli ombrelloni erano spariti, il rumore del mare si univa al parlottare sommesso. A nessuno era consentito allontanarsi, tutti i presenti dovevano lasciare le proprie generalità. Quell’ispettore di polizia era stato chiarissimo ed aveva piazzato due agenti all’ingresso. Inutile agitarsi, qualcuno aveva protestato ma quelli erano stati irremovibili: si aspettava il magistrato per rimuovere il cadavere e poi tutti in questura.
- Io devo andare via! Prendetevi i numeri mi fate chiamare ma non posso restare un minuto di più – quella donna sui 40 anni era decisa, risoluta
- Questo è sequestro di persona- urlava un altro coi pantaloni bianchi – esigo di sapere di cosa mi accusate. E’ una follia!
- Non è possibile noi dobbiamo tornare a Palermo e voi non ci fate uscire.
- Signore, signori calma, avvertite pure che tornerete più tardi a casa adesso verrete tutti condotti in commissariato per rilasciare la vostra testimonianza. - il sovrintendente in divisa era serafico.
- Ma voi siete pazzi, io me ne vado! – era uno alto con i capelli ricci trattenuti da una fascia di stoffa rossa, e così si mosse verso al porta. Gli agenti lo bloccarono – Signore, si accomodi con gli altri, e si calmi.
- Io non mi calmo per niente, voglio andare via!
In quel momento arrivò un auto blu col lampeggiante attaccato sul tetto, ne scese una donna dai capelli rossi e corti, piccola di statura, minuta. La accompagnavano due poliziotti in borghese e il commissario Lenino molto più alta di lei.
- I signori devono aspettare, tutti! - Speditamente si recarono ai bagni sulla scena del delitto. Spostarono il nastro di plastica per passarvi sotto, il fotografo scattava foto a ripetizione e gli agenti in camice bianco prendevano alacremente dettaglio di molti particolari.
Quella donna bionda aveva il cranio fracassato, un abito di raso nero, il corpo in posizione scomposta vicino alla tazza del cesso, le scarpe con motivi leopardo con i tacchi alti, arancio, elegantissime.