Noir sul tango, vicende vere e verosimili legate al gotan, risali la corrente degli episodi
XXXVII - Locura y Cambalache
"'un c'è sciroccu senz'acqua, 'un c'è fimmina senza ciacca" e i proverbi ci prendono: lo scirocco che aveva generato quella cappa plumbea sulla città per tutto il giorno era mutato in pioggia. Una pioggia a goccioloni enormi carichi di sabbia impalpabile gialla. E pioveva, pioveva l'indomani l'acqua sarebbe evaporata e sarebbe rimasta la sabbia, nel frattemo prevaleva il luccichio delle luci sull'asfalto lucido, levigato. Dalbino mentre guidava pensava a tutta questa storia, un guazzabuglio di gente che si incontrava, si conosceva, si lasciava, si incontrava di nuovo. Era un microcosmo in cui tutti potevano conoscere tutti, e magari si salutavano senza chiamarsi per nome, perchè il nomi non li sapevano. Oramai aveva preso molte lezioni, ogni tanto gli sembrava di capire di acchiappare lo spirito del tango e poi pasticciava di nuovo, quanto ci sarebbe voluto per ballare tutto un tango senza intoppi, senza errori. Si distrasse e oltrepassò l'ingresso del commissariato dove aveva l'appuntamento con Roncisvalle, lo vide nello specchietto sbracciarsi. Svoltò subito a destra e ritornò dalla parallela. Una vecchia R5 gli era davanti, si muoveva a passo d'uomo, i vetri completamente appannati, all'interno si scorgeva la sagoma di un cappello di feltro. Gli venne in mente suo zio che si ostinava a guidare la sua vecchia auto malgrado avesse superato gli ottant'anni e si vantava di non avere mai avuto incidenti. E ci credo praticamente è fermo! squillò il telefono...
- sì, Roncisvalle, sto tornando, resta lì arrivo- rispose laconicamente.
La R5 girò a sinistra e finalmente alla traversa successiva arrivò davanti a commissariato.
- Buona sera- fece Emiliano
-Ciao- rispose- hai aspettato molto? sono dovuto andare a sbirgare una faccenda-
-No, speriamo di non incontrare traffico quando piove si intasa tutto! Anna mi ha chiamato è partita in orario, dovrebbe arrivare alle 22.00-
-Ma sì, ce la facciamo- ed afferrò il pacchetto delle sigarette.
-Posso chiederti di non fumare?-
-Che ti da fastidio?-
-Te ne sarei grato il fumo mi fa proprio stare male, "casualmente" ho un cd di tango
- Ovviamente, metti, metti- iniziò la musica.
Dalbino guidava evitando i semafori, prendeva vie traverse, deviava i percorsi più battuti e in pochi minuti si trovò sulla circonvallazione. L'opel tigra tagliava le pozzanghere producendo archi di acqua che schizzavano il marciapiede, i tergiscristalli spazzavano l'acqua con difficoltà eppure Dalbino procedeva come si vedesse benissimo.
XXXVI - Locura Tanguera/2
-Anna mi ha riferito di avere incontrato Lorena a Buenos Aires prima di maggio e che una sera in milonga un suo amico ha sentito- mi sforzavo di spiegare nei minimi dettagli quello che sapevo- Lorena minacciare di morte qualcuno e parlava in italiano. Inoltre tra alfio Zicchittella e Lorena pare ci fosse o ci fosse stata una storia-
- e perchè dovrebbe interessarmi questa cosa?- Dalbino pareva, tutt'a un tratto, distratto, disattento.
- come perchè? non ti pare ci possa essere connessione tra le minacce e la morte dell'uno e poi dell'altra? per di più i due si conoscevano e quindi sembrano esserci parecchi nessi.- gesticolavo in modo concitato e non avevo preso ancora il caffè.
-sì ma con chi parlava questa Lorena? ma Anna l'ha sentita personalmente? quando è successa questa cosa di preciso?
- e vabbè e io che ne so mica ero a Buenos Aires!-
-Lo vedi anche tu sono supposizioni!-
-Ma Dalbino? perchè non chiamiamo Anna forse ci può dire qualcosa in più, forse si ricorda altri dettagli? anzi la chiamo subito. - e cominciai a cercare il numero sulla rubrica del cellulare , squillava!
- pronto Anna?
- Ciao Emiliano!
- Dove sei?
- Sono a Torino per lavoro-
-Quando torni?-
-Questa sera, ma è successo qualcosa?
-No, e che l'ispettore voleva sapere qualcosa in più sulla cosa che mi avevi raccontato l'altra sera!
- se volete ci possiamo vedere questa sera, arrivo verso le dieci di questa sera e poi vorrei andare al "Cambalache" la milonga che inaugurano questa sera! vi va?
-Mi sembra ottimo, aspetta che chiedo sono Dalbino- staccai il telefono dall'orecchio e mi rivolsi all'ispettore che sorseggiava l'ultima goccia densa di zucchero del suo caffè- e' a torino, torna questa sera dice se ci possiamo vedere alla milonga che inaugurano questa sera!
- questa sera, questa sera- e guardava in alto- ok va bene-
-Allora Anna per questa sera va benissimo, vuoi che veniamo a prenderti in aereoporto?
-Oh, grazie sarebbe una gran cosa ho lasciato l'auto al parcheggio degli autobus, ormai qui in aereoporto è impossibile trovare un posto che non sia a pagamento, ok a questa sera! ti confermo quando ci imbarcano.-
-Ciao- schiacciai il tasto con la cornetta rossa- Bene questa sera si va anche a ballare!-
-Ah pure a ballare- non sembrava tanto convinto- dove è questo posto?
-Ma possiamo andare insieme a prendere Anna all'aeroporto arriva alle dieci!- esclamai - dimmi dove ti passo a prendere!
- no, no prendiamo la mia macchina ci vediamo davanti al commissariato alle nove e mezza-
- ok allora ci vediamo dopo- e finalmente mi resi conto che il mio caffè era ancora nella tazzina ormai giacchiato. Il barista giovanissimo con i capelli freschi di barbiere e lo sopracciglia sagomate ad arte mi rimproverò:-Ma che sono tutte queste telefonate, ora in caffè agghiacciato come se lo beve? aspetti che glielo rifaccio e versò quello della tazzina in una bottiglia di vetro il cui collo largo emergeva dal pozzetto del ghiaccio.