mercoledì, 12 marzo 2008

incredibile ma vero c'è un nuovo episodio pronto, fresco fresco che non vede l'ora di trasferirsi dalla carta al video...
postato da: felipelcid alle ore 21:32 | link | commenti
categorie: tango
giovedì, 13 dicembre 2007

scala
postato da: felipelcid alle ore 17:21 | link | commenti (4)
categorie: tango
lunedì, 09 aprile 2007

XXXVIII episodio - Un'altra milonga! Non aveva smesso un attimo di diluviare, molte strade erano ormai allagate, erano di più i tombini che vomitavano acqua che quelli che la inghittivano. Roncisvalle aveva chiamato Anna un paio di volte, visto che il traffico era letteralmente impazzito e che sarebbero arrivati in ritardo. E comunque la voce femminile del gestore telefonico comunicava che l'utente non era raggiungibile, evidentemente non erano ancora atterati, evidentemente il maltempo aveva ritardato anche il traffico aereo. Finalmente arrivarono all'aereoporto erano le 22,45, Dalbino si fermò proprio davanti all'ingresso degli arrivi, e subito arrivò la pattuglia dela polizia municipale che sorvegliava con solerzia gli ingressi. Dalla punto con un lampeggiante troppo grande, fecero segno di abbassare il finestrino. Dalbino abbassò di uno spiraglio- sì?- -non potete stare qui! spostatevi!- - Stiamo solo un minuto!- rispose tranquillo - Vi doveve spostare subito!- - Ora, un minuto scende il mio amico e ci spostiamo!- -Io, scendo a vedere se è arrivata!- disse Roncisvalle mentre usciva rapidamente per guadagnare la tettoia dell'ingresso. Il tabellone degli arrivi recitava numeri e nomi di città, codici e a destra le notizie a cui rivolgevano l'attenzione molti occhi. In corrispondenza del volo da torino si alternavano atterrato e landed. Un muro di persone chiudeva ogni varco alle porte della sala del ritiro bagagli. Famiglie intere rappresentate da tre generazioni attendevano i propri cari e sbirciavano ad ogni apertura delle porte scorrevoli alla ricerca dei volti conosciuti. Man mano che uscivano le persone erano prese d'assalto con baci e abbracci, bimbini piangenti e/o urlanti, oppure del tutto indifferenti. I vocianti e festosi capannelli si avviavano circondando il viaggiatore verso l'uscita. Anna riuscì a farsi largo tra quella folla e individuò Roncisvalle che invece, si guardava intorno e in punta di piedi gettava lo sguardo oltre il muro di persone. -Ciao Emiliano, è molto che aspetti? visto che ritardo!- - Oh! ciao! non ti avevo vista! - si scambiarono un bacio sulla guancia. - Siamo arrivati adesso, col diluvio questa città è un follia. Dai! dammi la valigia- - Ma no ha le ruote è leggera- - Carlo Dalbino ci aspetta fuori!- ...
postato da: felipelcid alle ore 10:55 | link | commenti (3)
categorie: tango
venerdì, 23 marzo 2007

DSC00996I nuovi episodi sono in corso di elaborazione, ma si sa che ballando è difficile scrivere contemporaneamente. 

Lettrice, lettore non resterai deluso dalle nuove rutilanti vicende di Eminiano Roncisvalle, dell'Ispettore D'Albino e della flessuosa Anna.

postato da: felipelcid alle ore 09:06 | link | commenti (7)
categorie: tango
mercoledì, 21 febbraio 2007

postato da: felipelcid alle ore 22:59 | link | commenti (11)
categorie: tango
venerdì, 09 febbraio 2007

XXXVII - Locura y Cambalache

"'un c'è sciroccu senz'acqua, 'un c'è fimmina senza ciacca" e i proverbi ci prendono: lo scirocco che aveva generato quella cappa plumbea sulla città per tutto il giorno era mutato in pioggia. Una pioggia a goccioloni enormi carichi di sabbia impalpabile gialla. E pioveva, pioveva l'indomani l'acqua sarebbe evaporata e sarebbe rimasta la sabbia, nel frattemo prevaleva il luccichio delle luci sull'asfalto lucido, levigato. Dalbino mentre guidava pensava a tutta questa storia, un guazzabuglio di gente che si incontrava, si conosceva, si lasciava, si incontrava di nuovo. Era un microcosmo in cui tutti potevano conoscere tutti, e magari si salutavano senza chiamarsi per nome, perchè il nomi non li sapevano. Oramai aveva preso molte lezioni, ogni tanto gli sembrava di capire di acchiappare lo spirito del tango e poi pasticciava di nuovo, quanto ci sarebbe voluto per ballare tutto un tango senza intoppi, senza errori. Si distrasse e oltrepassò l'ingresso del commissariato dove aveva l'appuntamento con Roncisvalle, lo vide nello specchietto sbracciarsi. Svoltò subito a destra e ritornò dalla parallela. Una vecchia R5 gli era davanti, si muoveva a passo d'uomo, i vetri completamente appannati, all'interno si scorgeva la sagoma di un cappello di feltro. Gli venne in mente suo zio che si ostinava a guidare la sua vecchia auto malgrado avesse superato gli ottant'anni e si vantava di non avere mai avuto incidenti. E ci credo praticamente è fermo! squillò il telefono...

- sì, Roncisvalle, sto tornando, resta lì arrivo- rispose laconicamente.

La R5 girò a sinistra e finalmente alla traversa successiva arrivò davanti a commissariato.

- Buona sera- fece Emiliano

-Ciao- rispose- hai aspettato molto? sono dovuto andare a sbirgare una faccenda-

-No, speriamo di non incontrare traffico quando piove si intasa tutto! Anna mi ha chiamato è partita in orario, dovrebbe arrivare alle 22.00-

-Ma sì, ce la facciamo- ed afferrò il pacchetto delle sigarette.

-Posso chiederti di non fumare?-

-Che ti da fastidio?-

-Te ne sarei grato il fumo mi fa proprio stare male, "casualmente" ho un cd di tango

- Ovviamente, metti, metti- iniziò la musica.

Dalbino guidava evitando i semafori, prendeva vie traverse, deviava i percorsi più battuti e in pochi minuti si trovò sulla circonvallazione. L'opel tigra tagliava le pozzanghere producendo archi di acqua che schizzavano il marciapiede, i tergiscristalli spazzavano l'acqua con difficoltà eppure Dalbino procedeva come si vedesse benissimo.

postato da: felipelcid alle ore 21:17 | link | commenti (5)
categorie: tango
giovedì, 01 febbraio 2007

XXXVI - Locura Tanguera/2

-Anna mi ha riferito di avere incontrato Lorena a Buenos Aires prima di maggio e che una sera in milonga un suo amico ha sentito- mi sforzavo di spiegare nei minimi dettagli quello che sapevo- Lorena minacciare di morte qualcuno e parlava in italiano. Inoltre tra alfio Zicchittella e Lorena pare ci fosse o ci fosse stata una storia-

- e perchè dovrebbe interessarmi questa cosa?- Dalbino pareva, tutt'a un tratto, distratto, disattento.

- come perchè? non ti pare ci possa essere connessione tra le minacce e la morte dell'uno e poi dell'altra? per di più i due si conoscevano e quindi sembrano esserci parecchi nessi.- gesticolavo in modo concitato e  non avevo preso ancora il caffè.

-sì ma con chi parlava questa Lorena? ma Anna l'ha sentita personalmente? quando è successa questa cosa di preciso?

- e vabbè e io che ne so mica ero a Buenos Aires!-

-Lo vedi anche tu sono supposizioni!-

-Ma Dalbino? perchè non chiamiamo Anna forse ci può dire qualcosa in più, forse si ricorda altri dettagli? anzi la chiamo subito. -  e cominciai a cercare il numero sulla rubrica del cellulare , squillava!

- pronto Anna?

- Ciao Emiliano!

- Dove sei?

- Sono a Torino per lavoro-

-Quando torni?-

-Questa sera, ma è successo qualcosa?

-No, e che l'ispettore voleva sapere qualcosa in più sulla cosa che mi avevi raccontato l'altra sera!

- se volete ci possiamo vedere questa sera, arrivo verso le dieci di questa sera e poi vorrei andare al "Cambalache" la milonga che inaugurano questa sera! vi va?

-Mi sembra ottimo, aspetta che chiedo sono Dalbino- staccai il telefono dall'orecchio e mi rivolsi all'ispettore che sorseggiava l'ultima goccia densa di zucchero del suo caffè- e' a torino, torna questa sera dice se ci possiamo vedere alla milonga che inaugurano questa sera!

- questa sera, questa sera- e guardava in alto- ok va bene-

-Allora Anna per questa sera va benissimo, vuoi che veniamo a prenderti in aereoporto?

-Oh, grazie sarebbe una gran cosa ho lasciato l'auto al parcheggio degli autobus, ormai qui in aereoporto è impossibile trovare un posto che non sia a pagamento, ok a questa sera! ti confermo quando ci imbarcano.-

-Ciao- schiacciai il tasto con la cornetta rossa-  Bene questa sera si va anche a ballare!-

-Ah pure a ballare- non sembrava tanto convinto- dove è questo posto?

-Ma possiamo andare insieme a prendere Anna all'aeroporto arriva alle dieci!- esclamai - dimmi dove ti passo a prendere!

- no, no prendiamo la mia macchina ci vediamo davanti al commissariato alle nove e mezza-

- ok allora ci vediamo dopo- e finalmente mi resi conto che il mio caffè era ancora nella tazzina ormai giacchiato. Il barista giovanissimo con i capelli freschi di barbiere e lo sopracciglia sagomate ad arte mi rimproverò:-Ma che sono tutte queste telefonate, ora in caffè agghiacciato come se lo beve? aspetti che glielo rifaccio e versò quello della tazzina in una bottiglia di vetro il cui collo largo emergeva dal pozzetto del ghiaccio.

postato da: felipelcid alle ore 23:56 | link | commenti (5)
categorie: tango
venerdì, 19 gennaio 2007

XXXV - locura tanguera

Un sole strano, pareva malato avvolto da uno spesso strato di ovatta grigia, l'aria era pesante non un filo di vento. Sulla città si era formata una sorta di coltre pesante densa e palpabile di gas di scarico, di umidità, di miasmi. Dovevo chiamare Dalbino l'ispettore, l'avevo incontrato la sera prima ma lo avevo salutato con un cenno e basta non avevo voglia di parlare, di raccontare, di pensare avevo voglia solo di ballare e di dimenticare tutto.

Ed invece dimenticare cosa, meglio era riferire delle cose che ero venuto a sapere, ma di entrare di nuovo in commissariato neppure a parlarne. Compongo il numero... Occupato, riprovo....

Ancora occupato... ci riuncio lo chiamerò un'altra volta, ma se devo essere io cercarlo. Riprendo a camminare velocemente inveendo in silenzio, tra me e me, la moto è parcheggia al prossimo incrocio.  Svolto velocemente e mi trovo davanti una signora anziana che avanza a testa bassa trascinando uno cagnolino minuscolo, schivo la signora ma pesto una zampa del cane che guaisce per un attimo e poi abbaia isterico. Isteria identica della signora che urla come un ossessa: Ciccino, ciccino ti ha fatto male, ma come cammina il cane stava ammazzando!!!

- signora mi scusi, non si è fatto nulla- risposi costringendomi alla calma

- ma nooo! lo vede sta male sta male! non abbaia mai così, con questo tono, sta male sta male!- e si chinava a prenderlo in braccio, mentre quello continuava ad abbaiare come un forsennato.

- signora non si preoccupi, non vede che sta benissimo l'ho appena toccato si sarà spaventato.-

- ti spaventato? povero  ciccino vieni vieni dalla mamma- e lo baciava sulla testa

- che è successo? - una voce conosciuta mi sembrò ed infatti era Dalbino

- questo signore per poco non mi faceva cadere a terra ed ha dato un calcio a Ciccino- accusò la signora.

- signora per cortesia, ma se non l'ho neppure sfiorata e poi evitarla ho pestato una zampa del cane, ma non è successo nulla - mi stavo cominciando a scaldare-

Intervenne Dalbino - Signora, ma lei è stata urtata?

-No! però...- e fu subito interrotta 

-e il cane mi pare stia bene, lo metta a terra vediamo se ha qualche problema- nel frattempo si era formato il capannello dei soliti nullafacenti, attirati dagli strepiti della signora e dagli ininterrotti minilatrati del microcane.

La signora rimise il cane a terra e quello pur abbaiando mostrava di usare perfettamente tutte e quattro le zampe, anzi per dare maggior enfasi ad ogni abbaiata faceva si sollevava con un saltino sulle zampe anteriori.

- mi pare stia in forma!- fece con un sorriso Dalbino

- Bravo Ciccino, bravo Ciccino- la signora aveva occhi solo per il suo piccolo pelosissimo e rumoroso amico- ah sì non ti sei fatto nulla! andiamocene non si può neppure camminare in pace!- e iniziò a camminare con la testa un po' più alta.

- Grazie ispettore! ti posso offrire un caffè?- dissi aprendo il palmo della mano destra.

Dalbino, rispose stringendomi la mano:- Ciao, certo un caffè è quello che ci vuole andiamo qui dietro lo fanno ottimo-  ci muovemmo superando la mia moto ancora parcheggiata- mi stavi cercando al cellulare?

- Sì effettivamente ti stavo cercando, poi era sempre occupato e allora avevo quasi rinunciato-

-Ero proprio sull'altro angolo ti avevo visto e mi pareva una minchiata rispondere e così sono venuto incontro poi ho visto la scena con la signora, ma come hai fatto a evitarla camminava a testa bassa camminava mentre guardava il cane se ci fosse stato un palo al tuo posto l'avrebbe preso in pieno!- ed intanto il puzzo dei gas di scarico fu sopraffatto dal profumo di caffè che c'è solo nei pressi delle torrefazioni. - ecco siamo arrivati- disse aprendo la porta.

Era una stanza col bancone del bar e la macchina dell'espresso, lo spazio per il pubblico era delimitato da banchi di vetro divisi in scomparti piene di cioccolattini, caramelle e le pareti colonne di vetro piene di chicchi di caffè di colori diversi, in un angolo una sorta di caldaia-forno in rame, era pervaso di aroma di caffè.

- Due caffè! - ordinò sicuro

-Uno macchiato latte- integrai prontamente- sì ti avevo cercato per raccontarti una cosa che mi ha riferito Anna, ha presente chi è-

-Sì certo-

-Mi ha raccontato che quando era in Argentina Lorena Rama ebbe una discussione al telefono in Italia in cui minacciò di morte quella persona!-

-Come come? - mentre mescolava lo zucchero nella tazzina scomponendo il vapore odoroso che si sollevava dalla tazzina. 

 

postato da: felipelcid alle ore 17:57 | link | commenti (13)
categorie: tango
lunedì, 08 gennaio 2007

XXXIV – Recuerdos
-         Ciao Anna- Roncisvalle era un po’ provato, la barba lunga ma sempre abbronzato
-         Ciao Emiliano, come stai?
-         Bene, si lavora, sono stato in giro per i Sicani fino a ieri sera, ora organizzo i pacchetti per il prossimo autunno visto che ho una settimana senza impegni un gruppo di svizzeri ha disdetto all’ultimo minuto.
-         Mi spiace-
-         Ah, io non sono troppo dispiaciuto per contratto in caso di disdetta senza preavviso devono pagare una penale, e con questa agenzia di Lugano non si scherza, insomma un pezzo di settimana è pagata, dimmi-
-         Ho saputo che ti hanno interrogato.
-         Sì è stato come in film, sembravano mi volessero incastrare, ho poi parlato con un mio amico avvocato, mi ha detto che la prossima volta lo devo chiamare e che senza di lui non devo dire niente. Figurati, non ho fatto nulla di nulla. E così mi sono sottoposto anche dei test per il consumo di stupefacenti, ovviamente non è risultato nulla.
-         Certo che è una storia assurda, è stato un colpo per tutti trovare Lorena Rama morta nel bagno- guardava in terra Anna, poi sollevò lo sguardo- hai visto quello che è uscito sul giornale? Un sacco di menzogne sul tango, ci hanno dipinto come un branco di viziosi dediti alla cocaina!- e un lampo le illuminò gli occhi neri.
-         Ho letto, questo giornalista non sa niente di tango, avrà pescato di qual e di là senza documentarsi, dice e non dice. Piuttosto tu sai qualcosa di Zicchittella e della Rama?
-         Ehhh, certo Alfio e Lorena, me li ricordo tre o quattro anni fa. Alfio veniva con la moglie una tipa simpatica ma legnosissima e Lorena con un suo amico un vecchio bavoso che smise prestissimo di ballare. Era uno che ci provava con tutte, stringeva e così fu automaticamente isolato. Lorena invece si continuò a vedere spesso alle milongas, e pure Alfio, che attaccava questioni per ogni cosa tanto che lo chiamavano Rummulo, ma senza moglie, si diceva si fossero separati. Poi ad un certo punto Alfio e Lorena erano sempre più spesso insieme, io non li conoscevo granché, qualche volta avevo ballato con Alfio ma non mi piaceva era troppo irruento. Invece ho incontrato Lorena in Argentina a Buenos Aires, mi salutava come fossimo grandi amiche, eppure ci conoscevamo appena di vista, era sempre appresso al gruppo dei maestri. Sempre più atteggiata. Una volta al ristorante insistette parecchio a che ci sedessimo con loro, ma noi avevamo finito e poi di stare con loro non avevo nessuna voglia. La sera stessa ci incontrammo di nuovo alla milonga ed il mio amico mi raccontò di averla sentita imprecare e minacciare di morte qualcuno al telefono. Javier era stupito e sorpreso perché urlava al telefono, era furibonda e poco dopo ballava come se nulla fosse accaduto.
-         Io pure mi ricordo di Alfio, in una lezione di Gavito a Milano, arrivò in ritardo e poi alla fine riuscì a litigare con gli organizzatori perché la lezione non gli era piaciuta o chissà cos’altro, proprio Rummulo come il borbottare di una pentola. Ti dirò che non mi aveva mai ispirato simpatia, anche se ci salutavano, non conoscevo neppure il nome prima di trovarlo in autostrada quella notte. E Lorena l’avevo vista solo in milonga una volta eravamo rimasti a parlare per un po’ e poi l’altra sera, quando è morta tentò di baciarmi, anzi mi baciò, mi disse che le piacevo molto.
-         E tu?
-         Io niente le ho detto che mi piaceva ballare con lei come con altre persone ma che non c’era nulla di altro, mi disse che le facevo capire altre cose che non si trattano le persone così insomma se ne andò stizzita. Rimasi ancora a guardare il mare e sono tornato a ballare quando ho sentito l’urlo. Piuttosto hai detto alla Polizia di questa cosa delle minacce di morte?
-         No, e che gli devo dire che un mio amico argentino ha sentito una italiana incazzata nera al telefono che minacciava chissà chi e chissà per quale motivo?
-         Hai ragione, non ha senso, però … puoi sapere quando è successa questa cosa? Ne possiamo parlare all’ispettore Dalbino, magari a lui può essere d’aiuto.
 
postato da: felipelcid alle ore 11:34 | link | commenti (6)
categorie: tango
venerdì, 29 dicembre 2006

XXXIII – Cazziate!
-Dalbino! Lo sai che significa questo articolo?- la dottoressa Lenino era furibonda.
- Ma veramente…- Dalbino sapeva che l’unica possibilità era prendere tempo, avrebbe voluto una sigaretta.
- Leggi, leggi che bella figura facciamo! Il questore mi ha fatto una testa così- e agitava le mani indicando la dimensione della testa, un pallone, non l’aveva mai vista in questo stato- A che punto siamo con il caso Rama, che avete fatto? Un mucchio di persone sentite, avete mobilitato un sacco di agenti e allora? Cosa è questa storia della cocaina, come hanno fatto a saperla anche i giornalisti, anzi questo giornalista! Sempre questo viene a sapere le cose prima degli altri di chi è amico questo?- e scuoteva il giornale- allora? Avanti Dalbino parla!-
- Dottoressa ci stiamo lavorando! Abbiamo acquisito il filmato della videocamera del distributore di benzina accanto al Lido Blu, forse abbiamo trovato qualcosa di interessante.- Dalbino ostentava sicurezza, ma avrebbe sempre voluto quella sigaretta.
-Cosa è questa storia della videocamera? Come è possibile che non ne sappia nulla? Che razza di procedura avete seguito?- questa volta le mani erano ben ferme sul poggiamani di pelle del tavolo.
- Tutto a posto dottoressa, mi è venuta in mente questa cosa della video camera passando di nuovo lì ieri sera ed ho notato la telecamera del distributore h24, ho cercato di avvertirla ma il suo cellulare era… fuori campo… allora ho chiamato il magistrato di turno. Tutto a posto.- ma perché aveva smesso di fumare proprio ora che ce n’era bisogno.
- e allora che cosa si vede nelle riprese!?- il tono era più calmo.
- Proprio alle due e 35 si nota una persona che esce frettolosamente dal locale, l’ora corrisponderebbe poco dopo la colluttazione a cui è seguita la morte della Rama, ma la cosa più importante è che la stessa persona è entrata nel locale intorno alle 2, secondo me è la chiave della storia!- dalbino gongolava, era sicuro di avere fatto centro.
- E avete identificato questa persona?- gli occhi verdi della Lenino erano fiammeggianti.
- Veramente- minchia lo sapevo che doveva trovare qualcosa che non andava gli occhi al cielo dell’Ispettore tradivano i suoi pensieri- non si capisce bene aveva uno scialle e poi è buio però si tratta di una donna alta 1 e 60, 1 e 65, coi capelli corti.
- E poi?-
- E poi abbiamo verificato col parcheggiatore abusivo-
- Forza Dalbino che ti devo tirare le parole con le tenaglie?- il commissario Lenino dava l’impressione di essere pronta a saltare oltre la scrivania da un istante all’altro.
- Il parcheggiatore non c’era più a quell’ora, il video è in bianco e nero ma si vede poi una auto una citroen saxo scura stiamo controllando-
- E cosa state controllando, visto che mi pare di avere capito che si individua solo il modello e della targa nemmeno a parlarne!-
Pure la salsa ci fa, Dalbino non era in grado di reggere ancora- Dottoressa, quella donna è arrivata alle due ha chiesto di entrare per salutare una amica, e l’hanno fatta passare, poi dopo mezz’ora è andata via, proprio nella mezz’ora in cui si è svolta la morte della Rama. Da quello che ha messo in evidenza il medico legale, forse non c’è stata vera colluttazione, forse una spinta e la frattura cranica è compatibile con l’urto con wc, oppure chissà ma questa storia dell’omicidio non è per niente sicura. Passiamo alla donna del video potrebbe darsi che si volesse parlare proprio con la Rama? Abbia visto o fatto qualcosa e sia andata via?
-         Ci sono troppe supposizioni, ci vuole qualcosa di concreto.
-         Stiamo vedendo tra le conoscenti della Rama chi possiede quella vettura, e stiamo vagliando anche un’altra ipotesi: la Rama era una donna libera, molto libera e per questo si era inimicata molte persone specialmente mogli e fidanzate, non è da escludere che l’episodio sia scaturito da una discussione.- dalbino dava l’impressione di avere fatto molti più passi avanti di quello che dicesse e la Lenino lo incalzò
-         L’articolo del giornale collega con la vicenda di quello morto in autostrada, con la cocaina e con un ambientino molto facoltoso, cosa vuole fare capire? È sempre quel vecchio antipatico di Rizzo?
-         Sì è Rizzo a fare quelle congetture ma non sa niente, non è vero che un ambiente così facoltoso, e neppure che c’è questo giro di cocaina- Dalbino parlava tranquillo- anche se da poco tempo ho cominciato a frequentare l’ambiente e certe cose ad un poliziotto saltano subito agli occhi, non ne gira di cocaina forse qualcuno ne fa uso ma sono fatti suoi. Poi per quanto riguarda Zicchittella sono venute fuori cose poco edificanti, cocainomane e puttaniere conosceva la Rama e i tabulati della stessa riportano il suo numero in chiamata e in ricezione fino a qualche giorno prima della morte. Addirittura telefonate dal cellulare della Rama dall’Argentina. Poi più nulla. Pare si siano frequentati per un periodo, adesso stiamo cercando altre informazioni.-
-         Gli interrogati? Quello strano che porta in giro la gente in montagna? Come si chiama?-
-         Roncisvalle Emiliano Roncisvalle.-
-         Come è combinato, all’interrogatorio era molto teso, sembrava nascondere qualcosa.
-         Secondo me non c’entra nulla, è uno tranquillissimo lavora facendo la guida, non beve, non fuma, non si droga, i test a cui si è sottoposto sono cristallini-
-         E allora la storia dei suoi capelli tra le unghie della Rama?- la Lenino aveva aperto il fascicolo dell’interrogatorio, l’aveva letto più volte
-          Dottoressa, non dimostra nulla avevano ballato, basta poco per trovarsi i capelli di qualcuno addosso se si sta abbracciati.- l’ispettore pensava alla lezione di due giorni prima quando avevano imparato a fare la mordida e di come il braccio della donna scorresse lungo la schiena e poi lungo il braccio dell’uomo, si staccavano e poi si univano di nuovo.
-         Ma teniamolo d’occhio. Passiamo a Rizzo, come è possibile che immancabilmente pubblica notizie riservate? Dalbino?- il commissario Lenino si accorgeva al volo se veniva ascoltata o meno.
-         Sì Dottoressa, stavo pensando… Rizzo, non so niente di Rizzo, ma in questo caso può essere utile magari sparando a caso fa smuovere le acque e qualcuno ci dice quello che sa.-
-         Troppi gialli leggi, voglio sapere chi gli passa le informazioni e lo voglio sapere da te, tienimi informata se capite di chi è quella saxo e di ogni altra novità.
postato da: felipelcid alle ore 17:30 | link | commenti (3)
categorie: tango